domenica 22 marzo 2015

@MarcoPolo_Dante750 #MarcoPolo_Dante750: altri versi entro il 30 aprile



Dante è amatissimo, le sue parole si fanno strada anche nel nostro 21° secolo. Penso che sia perché tutti abbiamo un gran bisogno di felicità, e lui ha scritto la 'Commedia' proprio per “togliere i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli allo stato della felicità”.

Ecco le sue parole latine originali: "removere viventes in hac vita de statu miserie et perducere ad statum felicitatis" (39) Epistola XIII a Cangrande della Scala.


Una grande felicità a tradurre la prima terzina devono averla provata le autrici e l'autore delle sei traduzioni già pervenute per #MarcoPolo_Dante750:

Lorenza Morello @MorelloAPM - saluzzese (Saluzzo, Cuneo);

Roberta Giandelli @RGiandelli - milanese;

Rosanna la Salandra @rlasalandra - sanseverese (San Severo, Foggia);

Paolo Ignazio Marongiu @torillo59 - campidanese (Cagliari);

Ileana Irpo @iirpo - tedesco (Merano, Bolzano);
Bianca Clemente @biancacle - napoletano.


Alle sei traduzioni originali si aggiunge la traduzione in logudorese fatta da don Pietro Casu all'inizio del '900 - ce l'ha twittata @Isolachevorrei.


Moltissimi sono stati i tweets dedicati, i RTs e le * tanto che il mio post 


in meno di 24 ore, nella prima domenica di Primavera, è stato letto da oltre 250 persone.

Sicuramente anche grazie al fatto di essere stato inserito nei Paperly di

@Alcavi: The A. Cafasso Vitale Daily link

e @mauriziomauri89: #RassegnaPd link

E per un prezioso RT di Massimo Bray @massimobray link.

Vorrei dire un grande GRAZIE a tutti, soprattutto a chi a tradotto e a chi tradurrà: per la prima terzina c'è ancora tempo fino al 15 aprile.

Ecco i versi:


Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita.

Inferno I, 1-3


#MarcoPolo_Dante750 - come scrivevo ieri - è una sfida multipla: il nuovo invito è perciò a tradurre entro il 30 aprile anche altre terzine dal primo canto dell'Inferno, scegliendole tra i versi 4 e 30. Come sempre, non c'è alcun obbligo riguardo metrica e rime, si traduce liberamente, senza alcun intento poetico, nel pieno rispetto del testo-fonte.


Ecco quindi i versi da cui scegliere le nuove terzine da tradurre:


Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte

che nel pensier rinova la paura! 6

Tant’è amara che poco è più morte;

ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 9

Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai. 12
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto, 15
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle. 18
Allor fu la paura un poco queta
che nel lago del cor m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 21
E come quei che con lena affannata
uscito fuor del pelago a la riva
si volge a l’acqua perigliosa e guata, 24
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva. 27
Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso. 30
Inferno I, 4-30


Tutte le traduzioni vanno inviate ad entrambi questi indirizzi email:

Progetto @MarcoPolo

di Maristella Tagliaferro


AdottailTradotto di Clelia Francalanza 



Per seguire via Twitter:

account @MarcoPolo_citta

hastag #MarcoPolo_Dante750


Per seguire la discussione in Facebook:

pagina evento

Canti Dante 750 link 

dove trovate già le prime traduzioni pervenute;

gruppo Adotta_Tradotto link.


Tutte le traduzioni saranno pubblicate nel sito AdottailTradotto di Clelia Francalanza a questo link.


Il RT di @massimobray link

Vedendo le immagini accostate, sorprende un certa somiglianza... link
... tra Dante a Verona e @massimobray link



sabato 21 marzo 2015

@MarcoPolo_Dante750 #MarcoPolo_Dante750

Verona, piazza dei Signori o piazza Dante
"Dantes Alagherii, Florentinus natione non moribus" si firmò nell'Epistola XIII
con cui dedicava il Paradiso a Cangrande della Scala signore di Verona


Perché oggi è la
Giornata Mondiale della Poesia
indetta dall'Unesco
e lui è 
il Sommo Poeta


Perché quest'anno ricorre il suo
750° compleanno


Perché noi tutte/i siamo ci siamo ritrovate/i un giorno

"per una selva oscura,

che la diritta via era smarrita"

e da quel peregrinare

abbiamo imparato molto più

che se ci fossimo limitate/i

a passeggiare tra prati fioriti



AdottailTradotto

di Clelia Francalanza

@MarcoPolo

di Maristella Tagliaferro

lanciano oggi la sfida alla traduzione in lingue straniere, locali e dialetti

@MarcoPolo_Dante750
#MarcoPolo_Dante750

È una sfida che si protrarrà per tutta la Primavera, sarà multipla e riguarderà la traduzione di porzioni importanti di alcuni Canti di Inferno, Purgatorio e Paradiso. 
Bando però ai timori: non c'è alcun obbligo riguardo metrica e rime, si traduce liberamente, senza alcun intento poetico, nel pieno rispetto del testo-fonte.

Per ora mi limito ad annunciare che si parte - manco a dirlo - dalla celeberrima terzina che apre la "Commedia":

 Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.

Dante - Commedia, Inferno I, 1-3

Le traduzioni di questa terzina vanno inviate entro il 15 aprile agli indirizzi email:
marcopolo.citta@gmail.com
adotta.tradotto@gmail.com


Per seguire via Twitter:
account @MarcoPolo_citta
hastag #MarcoPolo_Dante750 


Per seguire la discussione in Facebook:
pagina evento Canti Dante 750 link
gruppo Adotta_Tradotto link


Tutte le traduzioni saranno pubblicate nel sito AdottailTradotto di Clelia Francalanza a questo link











mercoledì 18 marzo 2015

Massimo Bray, il gesto di un grande Uomo


Massimo Bray
- allora ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo -
all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia il 2 settembre 2013

È con grande emozione che mi complimento con Massimo Bray per le sue dimissioni dal parlamento: il suo è il gesto di un grande Uomo.
Sono davvero contenta per lui: la vita va vissuta in pieno, facendo ciò che ci rende più felici.

"In aereo ho iniziato a scrivere il testo che accompagnerà le mie dimissioni da parlamentare" ci aveva detto lo scorso 16 febbraio arrivando all'Associazione culturale Armonia, senza nascondere il sollievo per una decisione di cui avevo la certezza dal momento in cui mi aveva chiesto di togliere 'onorevole' davanti al suo nome nella locandina di invito.

Copio qui un testo che scrissi in quei giorni: non c'è traccia dell'annuncio delle dimissioni perché Massimo mi aveva chiesto di non divulgare la notizia al di fuori dell'Associazione guidata da Mario Attombri che lui aveva fortemente voluto incontrare. Un impegno mantenuto nonostante pesanti ostacoli intervenuti nei giorni precedenti

Massimo Bray e Mario Attombri
che guida l'Associazione culturale Armonia di Noale (Venezia)
16 febbraio 2015

Armonia: "Incontro con Massimo Bray"

Noale (Venezia) 18 febbraio 2015 - "Stiamo pensando a come costruire una piattaforma informatica che colleghi le migliaia di persone e di associazioni che si occupano di cultura. Sarà una sorta di enciclopedia digitale aperta a contributi molteplici e interculturali, dove i saperi vari e le diverse interpretazioni dei fatti possano incontrarsi e confrontarsi. È un'iniziativa #laculturachevince". Come sempre Massimo Bray parte dal rimettere la cultura al centro e dal creare una comunità culturale utilizzando come strumento la rete.
Protagonista di un partecipatissimo 'Incontro con ...' organizzato dall'Associazione culturale Armonia di Noale con il coordinamento della giornalista Maristella Tagliaferro, l'ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è entrato talmente in sintonia con la platea da anticipare alcune delle domande. "È la prima volta che faccio outing" ha detto, illustrando il suo percorso politico e intellettuale a partire dagli insegnamenti materni. "Mia madre, che veniva da Smirne, mi ha lasciato il gusto dei sapori, dei profumi, dei colori delle civiltà d'Oriente" ha raccontato parlando del suo interesse per la cultura iraniana. Bray è stato il primo ministro occidentale a visitare in veste ufficiale non solo Teheran ma gran parte del territorio dell'antico impero persiano, dopo un lungo periodo di isolamento.
Nel corso dell’incontro - a cui hanno partecipato Mario e Grazia Attombri, fondatori dell'Associazione culturale Armonia, la sindaca di Noale Patrizia Andreotti e la vicesindaca Lidia Mazzetto - sollecitato da domande Bray si è detto d'accordo sulla necessità di una revisione critica dei testi scolastici, in particolare quelli di storia, revisione che tenga conto di nuovi orizzonti interpretativi che emergono dalle recenti scoperte archeologiche e dall’applicazione nella ricerca dei nuovi metodi scientifici.
"Incontro con Massimo Bray" si è tenuto alla vigilia dell'avvio delle celebrazioni per i 90 anni dell'Enciclopedia Treccani, di cui è direttore editoriale e di cui ha voluto l'apertura al mondo digitale.
Più amare le parole riservate alla politica istituzionale: Bray è parlamentare Pd. "Ormai lo iato tra politica e cittadini è enorme - ha detto più volte - e questo provoca non poco malessere in chi per sensibilità e cultura vede la Politica nel senso più alto di servizio per il bene di una collettività".

LINKS

massimobray.it
Le mie dimissioni dalla Camera dei Deputati
link

ilfattoquotidiano.it
L’ex ministro dei Beni culturali Bray lascia il Parlamento per tornare alla Treccani
link

Corriere.it
Massimo Bray lascia il Parlamento per la Treccani: «Un lavoro alla volta»
link











Da sinistra: Mario Attombri, Massimo Bray, Maristella Tagliaferro, Grazia Attombri

venerdì 6 febbraio 2015

@MarcoPolo_Carnevale: nuova sfida, "Carrasecare" - #MarcoPolo #Adotta_Tradotto

Immagine di Beatrice Auguadro link


Antonella Resta @Antonella842019 ha lanciato una nuova sfida 
#MarcoPolo #Adotta_Tradotto.

L'ho intitolata 
@MarcoPolo_Carnevale: "Carrasecare"
e ho deciso di dedicarla ad Andrea Parodi dei Tazenda, grande divulgatore della cultura sarda, musicista che ha saputo avvicinarsi anche alla pizzica, alla musica celtica, macedone, zulu.

Antonella ci invita infatti a partecipare a una sfida carnascialesca: tradurre nella propria lingua madre, o nel proprio dialetto, il ritornello di "Carrasecare" cantata da Parodi - copio il testo qui sotto, nella lingua sarda originale e nella traduzione in lingua italiana.

Come sempre, la sfida è rivolta a tutte/i: ciascuno tradurrà a proprio modo.

Consiglio #MarcoPolo: fate risuonare dentro di voi le parole del testo originale in lingua sarda, confrontatele con il testo italiano, traducetele nel vostro idioma materno come se voleste cantarle ai vostri figli, oppure ai nonni.

Mandatemi le vostre traduzioni a

Clelia Francalanza - che ringrazio anche per le ricerche web - le pubblicherà sul sito di Adotta_Tradotto 
Per delucidazioni vedere il post in Facebook 

Testo originale in lingua sarda

Balla chi commo benit carrasecare
A nos iscutulare sa vida
Tando tue podes fintzas irmenticare
Tottu s’affannu mannu ‘e sa chida
E su coro no, no s’ispantada
E sa morte no, no chi no b’intrada
E sa notte fraga’ ‘e bentu de beranu
Ses cuntentu?

Traduzione in lingua italiana

Balla che adesso viene il carnevale
A scuoterci la vita
Allora potrai anche dimenticare
Le grandi preoccupazioni della settimana
E il cuore no, non si stupisce
E la morte no, non c’entra
E la notte sarà invasa dal vento della primavera
Sei contento?

Fonte:
"Carrasecare"- Andrea PARODI - (TAZENDA) - TESTO
(di: Luigi Marielli - Piero Marras)

NOTA BELLISSIMA: Antonella Resta vive a Matera, per @MarcoPolo_Pinocchio XXXII ha tradotto nell'idioma di Rotondella (Matera), cioè la lingua dei suoi nonni
@MarcoPolo_Pinocchio - Rotondellese (MT) XXXII 
Il Carnevale, però, vorrebbe vederlo in Sardegna, con le sue figure ancestrali: quelle, per intenderci, evidenziate in questo video
Tazenda - Carrasecare 
Per la nuova sfida #MarcoPolo #Adotta_Tradotto, credo si sia ispirata alla nuova immagine di copertina di Beatrice Auguadro che ci ha inviato una traduzione in bergamasco


LINKS UTILI

Ilenia Atzori, Carrasecare scarica PDF 

Dolores Turchi, Il carnevale sardo - Su carrasecare scarica il PDF

Ditzionariu de sa limba sarda 
È multilingue: varianti della lingua sarda, lingue italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola
link

martedì 3 febbraio 2015

Studio, Lavoro, Cultura, Libertà: grazie, Presidente Mattarella!


Digital divide, trasparenza, scuole sicure e terrorismo: l'innovazione nel discorso di Sergio Mattarella


Il presidente della Repubblica sfoglia il suo discorso nell'aula della Camera (ansa)



Leggo il discorso alle Camere del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella grazie a repubblica.it che lo pubblica interamente online: link

Riporto qui due passaggi che apprezzo particolarmente.


Nel primo, il Presidente spiega cosa significa  garantire l'applicazione della nostra Costituzione: al primo posto pone il diritto allo studio e a un futuro, quindi il diritto al lavoro, la promozione della cultura diffusa e la ricerca, l'amore per l'ambiente e per i beni artistici, la promozione della pace, l'autonomia e il pluralismo dell'informazione. La libertà.




Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione.

La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione.
Nel viverla giorno per giorno.
Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.
Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.
Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale.
Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici.
Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace.
Significa garantire i diritti dei malati.
Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale. Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi.
Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.
Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità.
Significa sostenere la famiglia, risorsa della società.
Significa garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia. Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono
l'Italia dal nazifascismo.
Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva.
Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità. La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute.


Il secondo passaggio che ho scelto è quello conclusivo.

Il Presidente guarda a noi tutti cittadini non come una massa informe, ma come persone, ciascuno con le proprie caratteristiche individuali, le sue necessità e le sue speranze, e auspica che tutti noi, donne e uomini, piccoli e anziani, possiamo rivolgerci con fiducia a uffici pubblici e istituzioni:


Onorevoli Parlamentari, Signori Delegati,

Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i
giorni: l' ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.
Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i
giorni: l' ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.
Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani:
il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi.
i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà il volto di chi soffre, dei malati, e delle
loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti.
Il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto.
Il volto di chi ha dovuto chiudere l'impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi.
Il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri.
Il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto.
Storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose.
Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace.
Viva la Repubblica, viva l'Italia!

lunedì 26 gennaio 2015

lunedì 12 gennaio 2015

Incontro e dialogo di saperi e valori: la Cultura contro il terrorismo #conBray



Viviamo in società multiculturali dove il dialogo tra le diverse culture è praticamente inesistente: quante parole conosciamo in arabo, in cinese, in wolof? quanti testi sacri di altre religioni abbiamo letto e meditato? quali piatti "esotici" sappiamo cucinare? Per non dire di un vecchio, splendido film, Indovina chi viene a cena (1967): quanti di noi accolgono davvero a braccia aperte nuore e generi provenienti da altri Paesi?
Il grande rammarico è che nelle società globalizzate del XXI secolo non solo non conosciamo le culture altrui, ma troppo spesso non abbiamo nemmeno consapevolezza dei valori fondanti di quella che più ci dovrebbe essere familiare.

Trovo perciò giusto - mia nonna direbbe 'sacrosanto' - l'invito che ci rivolge l'on. Massimo Bray a ricostruire i rapporti partendo dal dialogo tra culture, intese prima di tutto come insiemi di valori:
"La Cultura contro il terrorismo" in Huffington Post  link
Mentre siamo ancora sotto shock per le stragi in Francia, in Nigeria e in troppi altri luoghi, a conclusione della giornata della grande manifestazione di Parigi, con sguardo da statista l'on. Bray ci invita a riflettere su una necessità impellente, che prevede una trasformazione sia dei rapporti istituzionali tra i diversi Paesi, sia a livello sociale in quelli tra diverse comunità e, credo, tra singoli individui.

Nell'era della comunicazione, penso valga la pena soffermarsi a riflettere sul modo in cui la nostra società si rappresenta.
Siamo abituati a serie infinite di notiziari che ci parlano di "politica" italiana, di economia, di affari internazionali intesi troppo spesso come campagne militari o, nei migliori dei casi, accordi commerciali. A seguire, le notizie di cronaca, sempre che non ci siano stragi tali da far balzare questo argomento al primo posto. Le notizie di cultura, quando se ne parla, arrivano sempre alla fine, dopo lo sport e dopo gli spettacoli.

La trasformazione a cui ci invita Bray prevede il rovesciamento di questa scaletta, a condizione che il "fare cultura" sia inteso come incontro, come dialogo.
Credo che questo dialogo debba fondarsi sul piacere di ricercare le espressioni più genuine delle nostre rispettive culture, e nel farcene vicendevolmente dono. Solo se sappiamo veramente chi siamo, e se siamo disposti a scoprire e accogliere chi è altro da noi, possiamo aspirare a rapporti che non siano basati sulla sopraffazione ma sull'incontro.
È una via inevitabile, se vogliamo che l'umanità sopravviva e che consenta al pianeta di continuare ad essere abitabile.