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martedì 16 settembre 2014

"Signora delle Fiere" di Maristella Tagliaferro


Potnia Theron Signora delle Fiere - antefissa inizi I sec d.C.
Museo archeologico nazionale di Altino - Venezia


Maristella Tagliaferro legge "Signora delle Fiere" - Venezia, 14 settembre 2014


Πότνια Θηρῶν / Signora delle fiere,
tu che afferri per la criniera due leoni rampanti
mentre vigili all'ingresso della città-madre Altino,
proteggi la laguna dagli assalti feroci
di chi si fa beffe della saggezza degli antichi.
C'è chi la vuole sventrare per far entrare 
nuovi mostri d'acciaio che sputano veleni,
chi di veleni ha irrorato la terra, l'acqua, l'aria.

Voglio tornare alle barene, odorare 
la salicornia, il santonico, la parietaria,
immergermi nel colore purpureo del limonium.
Farmi condurre da Selina, la ragazza di luna,
laggiù nei fondali verde-turchese
tra gli anemoni di mare e le attinie sinuose, 
gli spirografi che emergono dal fango
con palpi colore del sole, 
le stelle marine che fanno capolino
tra le alghe rosse e brune.

Affidarti, Πότνια Θηρῶν,
il nostro simbolo agguerrito:
il granchio Sabión.
E ritrovarti, Signora delle fiere,
nel cuore antico che batte impavido
nel mio profondo, laddove 
luce, musica, armonia, regolano
il pacifico scorrere delle acque.

Nei giorni di lotta in prima linea per evitare l'ennesimo scempio in laguna - un disastro che sono certa ucciderebbe Venezia - ho scritto questi versi ispirandomi ad una statuetta esposta al Museo archeologico nazionale di Altino:
Ἡ Πότνια Θηρῶν, la Signora delle Fiere, un'antefissa degli inizi del I secolo d.C. posta su un edificio all'ingresso Sud Ovest della via Annia, praticamente la direzione da cui giungo io ad Altino.
Altra fonte d'ispirazione, i fondali lagunari visti attraverso le immagini di Selina Zampedri

Li dedico a Massimo Bray e a tutti noi che dedichiamo energia, amore, passione alla civiltà, alla cultura, alla Bellezza.

Venezia,  14 settembre 2014

Parietaria - di Selina Zampedri 
Limonium - di Selina Zampedri

Salicornia Dreamin' - di Stefano Soffiato
Anemoni di mare - di Selina Zampedri
Una stella marina fa capolino ... - di Selina Zampedri
Attinia - di Selina Zampedri
Sepula - di Selina Zampedri
Sabión - di Selina Zampedri








sabato 6 settembre 2014

I fondali della Laguna di Venezia negli scatti di Selina Zampedri, "mamma" di Sabión


Venezia - Laguna sud



#Venezia #DURIIBANCHI #LagoonCalling #Venice
#NoContorta


Sono spettacolari le immagini che Selina Zampedri ci riporta dalle sue escursioni in kayak nella laguna di Venezia, di cui ama esplorare le barene, le isole e i fondali.

La ricchezza di flora e fauna terrestri e acquatiche sono testimoniate dai colori e dalle forme che riverberano armonia e bellezza: ci dimostrano che la laguna va assolutamente tutelata.
Anemoni di mare e/o attinie dai raggi sinuosi in verde o turcheseAscidie dagli "occhi" quasi truccati di colori smagliantiSpirografi che emergono dal fango con lunghi palpi ramificati giallo arancio. Piccole stelle marine che fanno capolino tra le alghe verdi, rosse, brune. Rizostomee o  "polmoni di mare" che attraversano foreste di zostera, una pianta che riveste un ruolo di grande importanza nell'ecosistema lagunare perché contribuisce a formare l'habitat e perché da lei dipendono numerose specie marine che la usano come riparo, arena di caccia o per deporvi le uova.



Sabión 


È dalla macchina fotografica compatta impermeabile di Selina Zampedri che ci è arrivata l'immagine di un granchio verde agguerrito, per il quale è stato scelto il nome di SabiónÈ diventato la mascotte di chi ha firmato la petizione Fermate lo scavo del maxi-canale Contorta, prima che sia troppo tardi lanciata sulla piattaforma Change.org dal Gruppo25Aprile:  oltre 26.000 firme da tutto il mondo in meno di tre settimane, mentre Selina e molti altri volontari stanno raccogliendo da giorni le firme di centinaia e centinaia di persone che si recano appositamente ai banchetti posizionati a Mestre e a Venezia, dove fervono i preparativi per la Regata Storica di domani.




Sto imparando moltissimo sulla natura nascosta sotto le acque della laguna dalle foto che Selina Zampedri spesso pubblica generosamente nel gruppo Facebook creato con Stefano Barzizza, I luoghi meno noti di Venezia e della sua laguna. In due anni il gruppo ha superato i 12.000 iscritti, molti dei quali pubblicano immagini, racconti di anziani, conoscenze acquisite sul campo, in biblioteca, o semplicemente navigando (anche) in rete. Il collante fortissimo è l'amore per Venezia, per la sua laguna e per la sua gente. "Il gruppo ha fatto emergere l'anima dei veneziani, troppo spesso repressa dal turismo intensivo di cui soffre la città lagunare"  si legge nella presentazione della mostra fotografica "Collettiva Venezia Viva" che sarà inaugurata giovedì 11 settembre al Festival delle Arti Giudecca - Sacca Fisola.





















venerdì 5 settembre 2014

Bruxelles: Venezia sulla prima pagina de "La Libre", ampio servizio all'interno


"La Libre Belgique" - juedì 4 septembre 2014 - pp. 26-27 - immagine di Claude Barrère


#Venezia #DURIIBANCHI #Venice #LagoonCalling #NoContorta


Il quotidiano "La Libre Belgique" del 4 settembre pubblica un ampio servizio dedicato a Venezia, con focus sui temi turismo di massa, grandi navi, canale Contorta: richiamo in prima pagina, proprio accanto alla testata, e due pagine intere all'interno.

"La Libre Belgique" - juedi 4 septembre 2014: 

"La Libre Belgique" sito web


"La Libre Belgique" - juedì 4 septembre 2014 - p. 1






mercoledì 27 agosto 2014

Venezia71, "Come gli alberi di Arda"

Il "buco" fotografato il 4 settembre 2013 dalla Sala Stampa di Venezia70,
al terzo piano del Palazzo ex-Casinò


#Venezia71 #Lido #buco #alberi #Arda


Pubblico "Come gli alberi di Arda" nella giornata inaugurale della Mostra del Cinema Venezia71 a cui partecipa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Una presenza da non sottovalutare per la città di Venezia - ha commentato il presidente della Biennale Paolo Baratta - è un invito ai veneziani a reclamare un futuro".
Ieri, presentando la rinnovata Sala Darsena che è collegata alla Sala Grande, Baratta ha affermato "ora quasi abbiamo un vero Palazzo del Cinema", evocando il convitato di pietra, quel "buco" rimasto nel luogo dei pini.
Questa pubblicazione è un contributo all'ennesima manifestazione di protesta contro quello ed altri scempi ambientali che si svolgerà tra due giorni al Lido di Venezia, organizzata da cittadini che sono arcistufi di non essere ascoltati e pretendono di aver voce in decisioni finora assunte sulle loro teste.


L'anno scorso, intervenendo a Venezia70, l'allora ministro dei Beni e delle Attività culturali Massimo Bray dichiarò di avere una foto del "buco" nel suo studio. "È qualcosa che vorrei non accadesse più nel mio Paese" disse Bray, che in giugno, con una presa di posizione assolutamente straordinaria per un ministro - aveva esaudito le richieste di migliaia di cittadini ordinando lo spostamento del "gabbiotto" posizionato sotto il Campanile di San Marco. Mentre c'è chi progetta nuovi scempi a Venezia e nella sua laguna, siamo in molti ad augurarci che Bray e altre personalità della Cultura affianchino i veneziani impegnati strenuamente nella difesa della città e del suo territorio che costituiscono un enorme patrimonio per l'intera umanità.

Ho composto "Come gli alberi di Arda" per il flashmob con lettura di poesie 'Braccia al cielo' organizzato da Antonella Barina il 5 agosto 2012 sulla terrazza a mare di fronte al Palazzo del Casinò al Lido di Venezia per protestare contro il taglio di 130 giganteschi pini marittimi attuato allo scopo di costruire un nuovo Palazzo del Cinema: dopo il taglio degli alberi nel febbraio 2009, costato tra l'altro un enorme quantità di denaro pubblico, il progetto del nuovo edificio è stato abbandonato. Il flashmob era anche una manifestazione di protesta contro il prospettato taglio di altre centinaia di alberi sull'isola del Lido.

130 persone hanno indossato e letto poesie sugli alberi da un'antologia di poeti veneziani; in chiusura ho letto le strofe di "Come gli alberi di Arda", il ritornello è stato recitato da un coro improvvisato dai ragazzi di Legambiente vestiti di giallo.





Come gli alberi di Arda
di Maristella Tagliaferro


Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

È sotto i vostri rami
che correvamo
a cercare frescura,
a respirare
la brezza marina,
miscelata all’intenso
profumo di resina
che appiccicava le dita.


Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

È alla vostra ombra
che si aprivano
i sogni più intensi,
musicati nel canto degli Ainur,
nello stormir di fronde,
nel cinguettio d’uccelli,
tra le nostre risa
di donne-madri.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

D'Outremer arrivavano,
negli ozi meridiani,
strani sogni
di dame e cavalieri,
di rime destre
e destreggiar d'armi,
di battaglie e di viaggi,
di mercanti e di spezie.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda.  (coro)

Splendide visioni
d'incontri nuovi,
secolari o millenari,
a cui voi,
giganteschi e forti,
facevate dono
ai nostri cuori
intrepidi.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

Eravamo qui,
sotto i verdi rami,
quando venne
annunciata
la vostra morte,
altrove decretata
da menti accecate
dalla burocrazia. 

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

Abbiamo pianto,
invece di cantare,
abbiamo chiesto,
invece d'inneggiare a voi,
giganteschi e forti,
come avrebbe fatto
Taillefer,
eroe e giullare.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

Ma torna sempre,
il nobile cavaliere,
stirpe di Carlo Magno,
cantore di gesta,
che la spada
fa volteggiare,
la carica a guidare.
E ci saranno altri


Giganteschi e forti, 
come gli alberi di Arda. (coro)

Non più acciaio,
ma parola,
non più grida,
ma canti,
non più azioni,
ma gesta,
musica
e fertili silenzi.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda.  (coro)

VIDEO di Paolo Fumagalli 
130 persone per 130 alberi
reading di "Come gli alberi di Arda"
ai minuti 8.20 -11.00

IMMAGINI di Antonella Barina da
Braccia al cielo - flashmob


Maristella Tagliaferro legge "Come gli alberi di Arda"
In 130
Braccia al cielo
Alice di Lauro, "In difficile equilibrio"

Recuperando un albero dipinto di bianco dalle immondizie