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martedì 31 ottobre 2017

reading LA NOVELLA E LE POESIE DUE AUTRICI INTRECCIANO LE PROPRIE OPERE


Due autrici intrecciano le proprie opere. Venerdì 3 novembre 2017 alle ore 17, alla Vida, l’ex Teatro dell’Anatomia di Campo San Giacomo dell’Orio, a Venezia, è in programma il reading “LA NOVELLA E LE POESIE” nel corso del quale le scrittrici e poete Antonella Barina e Maristella Tagliaferro daranno lettura condivisa dei loro scritti.
Alla lettura continuata della novella “Ginevra e la Dominante” di Maristella Tagliaferro si intrecceranno le poesie di Antonella Barina, tratte dall’ultima raccolta “Venus Venezia – Repertorio Poetico Teatrale in Amore”.
Una novità nel panorama delle presentazioni di opere letterarie e poetiche: una prova aperta dove gli scritti delle due autrici – che come giornaliste hanno lavorato per anni fianco a fianco per due diverse agenzie nazionali di stampa – si intersecano accrescendo reciprocamente il proprio senso.
Maristella Tagliaferro, "Ginevra e la Dominante" - Amore proibito e condannato a morte: amore che vince. La novella di Maristella Tagliaferro narra la vicenda storica della nobildonna veronese Ginevra Serego Alighieri, discendente diretta di Dante, sposa-bambina del conte Girolamo Pompei che la fece murare viva nel castello di Illasi con la complicità del doge Pasquale Cicogna, lo stesso che consegnò Giordano Bruno all'Inquisizione romana: Ginevra si era 'liberata' dalle costrizioni di un matrimonio deciso dalla famiglia innamorandosi della sua guardia del corpo, e perciò il marito l'aveva accusata di omicidio d'onore. La vicenda, narrata per la prima volta dalla storica Lara Pavanetto e dall'attrice Raffaella Benetti partendo dagli atti del processo contro la nobildonna conservati all'Archivio di Stato, viene rivisitata da Tagliaferro che sceglie di dare spazio alla voce di Ginevra che vuole raccontare la sua verità, reclamando la legittimità del suo amore perché sincero. “Un amore tenace, che sa andare oltre le convenzioni del tempo trovando una soluzione felice in chiave multiversal. Venezia, come amava ripetere il compositore Luigi Nono, è la città dei multiversi possibili”.

Antonella Barina, "Venus Venezia - Repertorio Poetico Teatrale in Amore"– Le liriche che saranno recitate nel corso del reading sono tratte da quest’opera dedicata all’amore nei suoi multiformi aspetti, un repertorio che consente di dar vita a combinazioni sempre diverse. “Venus Venezia” raccoglie infatti in un corposo libro appena uscito 228 composizioni dell’autrice in tema d’amore, suddivise in 14 sezioni poetiche stilisticamente unitarie al loro interno e stilisticamente differenti tra loro, accomunate da metafore d’acqua ispirate a Venezia, con un’appendice di altre sei sezioni in rima per la musica. Assolutamente nuovo il contenitore per la poesia: il sottotitolo “Repertorio Poetico Teatrale in Amore” si spiega perché le composizioni sono utilizzate in combinazioni sempre diverse per reading, drammaturgie teatrali e concerti, quindi si tratta di un Repertorio a tutti gli effetti, adattabile e versatile. Il tema dell’amore era già annunciato in “Albertine”, romanzo breve della stessa autrice cominciato quarant’anni fa e dato alle stampe dieci anni fa: “nel nome di Venezia sento un legame col latino Venus, la suggestiva radice di quel nome deve ancora restituire un programma amoroso che è stato taciuto”.










mercoledì 27 agosto 2014

Venezia71, "Come gli alberi di Arda"

Il "buco" fotografato il 4 settembre 2013 dalla Sala Stampa di Venezia70,
al terzo piano del Palazzo ex-Casinò


#Venezia71 #Lido #buco #alberi #Arda


Pubblico "Come gli alberi di Arda" nella giornata inaugurale della Mostra del Cinema Venezia71 a cui partecipa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Una presenza da non sottovalutare per la città di Venezia - ha commentato il presidente della Biennale Paolo Baratta - è un invito ai veneziani a reclamare un futuro".
Ieri, presentando la rinnovata Sala Darsena che è collegata alla Sala Grande, Baratta ha affermato "ora quasi abbiamo un vero Palazzo del Cinema", evocando il convitato di pietra, quel "buco" rimasto nel luogo dei pini.
Questa pubblicazione è un contributo all'ennesima manifestazione di protesta contro quello ed altri scempi ambientali che si svolgerà tra due giorni al Lido di Venezia, organizzata da cittadini che sono arcistufi di non essere ascoltati e pretendono di aver voce in decisioni finora assunte sulle loro teste.


L'anno scorso, intervenendo a Venezia70, l'allora ministro dei Beni e delle Attività culturali Massimo Bray dichiarò di avere una foto del "buco" nel suo studio. "È qualcosa che vorrei non accadesse più nel mio Paese" disse Bray, che in giugno, con una presa di posizione assolutamente straordinaria per un ministro - aveva esaudito le richieste di migliaia di cittadini ordinando lo spostamento del "gabbiotto" posizionato sotto il Campanile di San Marco. Mentre c'è chi progetta nuovi scempi a Venezia e nella sua laguna, siamo in molti ad augurarci che Bray e altre personalità della Cultura affianchino i veneziani impegnati strenuamente nella difesa della città e del suo territorio che costituiscono un enorme patrimonio per l'intera umanità.

Ho composto "Come gli alberi di Arda" per il flashmob con lettura di poesie 'Braccia al cielo' organizzato da Antonella Barina il 5 agosto 2012 sulla terrazza a mare di fronte al Palazzo del Casinò al Lido di Venezia per protestare contro il taglio di 130 giganteschi pini marittimi attuato allo scopo di costruire un nuovo Palazzo del Cinema: dopo il taglio degli alberi nel febbraio 2009, costato tra l'altro un enorme quantità di denaro pubblico, il progetto del nuovo edificio è stato abbandonato. Il flashmob era anche una manifestazione di protesta contro il prospettato taglio di altre centinaia di alberi sull'isola del Lido.

130 persone hanno indossato e letto poesie sugli alberi da un'antologia di poeti veneziani; in chiusura ho letto le strofe di "Come gli alberi di Arda", il ritornello è stato recitato da un coro improvvisato dai ragazzi di Legambiente vestiti di giallo.





Come gli alberi di Arda
di Maristella Tagliaferro


Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

È sotto i vostri rami
che correvamo
a cercare frescura,
a respirare
la brezza marina,
miscelata all’intenso
profumo di resina
che appiccicava le dita.


Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

È alla vostra ombra
che si aprivano
i sogni più intensi,
musicati nel canto degli Ainur,
nello stormir di fronde,
nel cinguettio d’uccelli,
tra le nostre risa
di donne-madri.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

D'Outremer arrivavano,
negli ozi meridiani,
strani sogni
di dame e cavalieri,
di rime destre
e destreggiar d'armi,
di battaglie e di viaggi,
di mercanti e di spezie.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda.  (coro)

Splendide visioni
d'incontri nuovi,
secolari o millenari,
a cui voi,
giganteschi e forti,
facevate dono
ai nostri cuori
intrepidi.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

Eravamo qui,
sotto i verdi rami,
quando venne
annunciata
la vostra morte,
altrove decretata
da menti accecate
dalla burocrazia. 

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

Abbiamo pianto,
invece di cantare,
abbiamo chiesto,
invece d'inneggiare a voi,
giganteschi e forti,
come avrebbe fatto
Taillefer,
eroe e giullare.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda. (coro)

Ma torna sempre,
il nobile cavaliere,
stirpe di Carlo Magno,
cantore di gesta,
che la spada
fa volteggiare,
la carica a guidare.
E ci saranno altri


Giganteschi e forti, 
come gli alberi di Arda. (coro)

Non più acciaio,
ma parola,
non più grida,
ma canti,
non più azioni,
ma gesta,
musica
e fertili silenzi.

Giganteschi e forti,
come gli alberi di Arda.  (coro)

VIDEO di Paolo Fumagalli 
130 persone per 130 alberi
reading di "Come gli alberi di Arda"
ai minuti 8.20 -11.00

IMMAGINI di Antonella Barina da
Braccia al cielo - flashmob


Maristella Tagliaferro legge "Come gli alberi di Arda"
In 130
Braccia al cielo
Alice di Lauro, "In difficile equilibrio"

Recuperando un albero dipinto di bianco dalle immondizie