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giovedì 29 settembre 2016

Scrivere con la dea Madre REITIA - Conversare piacevolmente in INGLESE

                             


Venerdì 30 settembre 2016 presento i miei nuovi laboratori e corsi presso l'Associazione Arte-Mide di VeneziaCalle della Chiesa, Dorsoduro 1528 A (accanto a campo San Basilio, è la calle che porta all’ex ospedale Giustinian).

Si tratta di laboratori di scrittura creativa ispirati a Reitia, la dea Madre degli antichi veneti, Signora della Natura e della Scrittura - arte riservata esclusivamente a sacerdotesse http://www.arte-mide.com/laboratori-scrittura-creativa/.

Inoltre, corsi di conversazione in inglese LET'S CHAT! ideati per superare il timore di esprimersi in un'altra lingua http://www.arte-mide.com/conversazione-in-inglese-lets-chat/.


Più in dettaglio:

Narrare e mettere in scena nei luoghi dei Miti - venerdì ore 10-12
Ispirandoci a Reitia, ricercheremo gli antichi Miti veneziani e li riscriveremo in chiave contemporanea, arrivando alla stesura di story telling e veri e propri copioni che metteremo in scena in spazi in cui si percepisce la presenza del genius loci.

Dall’antica dea Reitia ai social networks – venerdì ore 14-16
Partendo da letture e da racconti orali di fatti quotidiani, il laboratorio di scrittura creativa punterà a stimolare l’immaginazione per far emergere le grandi potenzialità e la grande che c’è in ciascuno di noi, con l’obiettivo di arrivare alla stesura di brevi racconti, dialoghi, testi teatrali. 

Corsi di conversazione in inglese LET’S CHAT! – venerdì ore 16.30-18.30 oppure ore 19-21
Attraverso un approccio culturale – letteratura, società, arti – si acquisirà una padronanza linguistica che consentirà di superare il timore di esprimersi in una lingua straniera e affrontare molti argomenti di conversazione in un inglese fluente.
Ogni allieva/o approfondirà tematiche di propria scelta per poi illustrarle agli altri.
L’inglese è la lingua straniera più studiata nelle scuole italiane, ma raramente acquisiamo la capacità di conversare in questa lingua con la stessa tranquillità con cui affrontiamo le conversazioni nella nostra lingua madre.
Al fine di raggiungere un’abilità di espressione ottimale, si apprenderà come leggere vari tipi di testi – memorizzando vocaboli per utilizzarli successivamente in modo spontaneo – riassumere contenuti ed esporli con uno stile personalizzato. Sarà stimolata la lettura di capolavori letterari e la visione di film che hanno segnato l’immaginario collettivo occidentale.

Il mio è un approccio molto pratico, deriva dall'esperienza full immersion fatta a Londra e Cambridge per due anni dopo la maturità - con conseguimento di First Certificate e Proficiency in English alla Cambridge University - in concomitanza con i primi due anni di esami alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere all'Università di Venezia - Ca' Foscari, dove ho poi conseguito la laurea quadriennale secondo il vecchio ordinamento.

Utilizzo dei testi e audio testi molto validi, che consentono di spaziare dai classici al linguaggio quotidiano contemporaneo. I miei allievi trovano molto appassionante parlare in inglese di argomenti di loro personale interesse - lavoro, hobbies eccetera - e ascoltare i colleghi di corso raccontare altre cose: così si amplia il
vocabolario e, al di là dell'aspetto linguistico, si imparano molte cose nuove.


DOCENTE Maristella Tagliaferro

Bilingue, scrittrice e giornalista, si occupa da sempre di tematiche culturali, di comunicazione e di espressione. Scrive per PEM Piazza Enciclopedia Magazine di Treccani http://www.treccani.it/magazine/autori/tagliaferro_maristella.html
Nel 2012 ha ricevuto la Menzione d’Onore dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto al Premio ‘Paolo Rizzi’ per il Giornalismo culturale.
Per Corriere della SeraAgenzia giornalistica ItaliaIl MondoIl Mondo EconomicoItalia OggiClassL’Illustre e altre testate ha scritto di economia, politica, cronaca, esteri, cultura, spettacoli.
È stata direttore responsabile della testata quotidiana Città & Mobilità Venezia.
Per la RAI – Sede regionale del Veneto, ha curato una serie di testi espositivi a carattere creativo per il programma radiofonico Pagine Sparse.
È tra le fondatrici del Coordinamento Giornaliste del Veneto ‘Claudia Basso’, di cui è stata componente del direttivo.
È stata componente del Comitato d’Onore di Do.Ve. Donne a Venezia: Creatività, Economia, Felicità convegno annuale organizzato dal Comune di Venezia – Assessorato alla Cittadinanza delle donne.
Nell’ambito di Agorà delle elette: comunicazione di genere nella stampa e nel web per una politica condivisa – Progetto europeo Equal P.O.N.T.I. ha tenuto i seminari “La gestione delle notizie: dal comunicato stampa ai giornali”.
Su incarico del Centro Donna del Comune di Venezia ha tenuto il corso di scrittura creativa Eroine.
Laureata all’Università degli Studi di Venezia – Ca’ Foscari in Lingue e Letterature straniere con una tesi sui romanzi di ambientazione africana del Premio Nobel Doris Lessing, è stata direttore responsabile della rivistaPalaver, espressione del Gruppo di studio sulle culture dell’Africa e della diaspora dell’Università del Salento, gruppo riconosciuto e finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Ha ideato il Progetto itinerante @MarcoPolo che prevede letture collettive aperte a tutti di testi letterari in lingua italiana, lingue straniere, lingue locali e dialetti. Negli eventi già realizzati sono stati letti brani di Italo Calvino, di Carlo Collodi con traduzioni originali in 41 lingue e dialetti. Ha organizzato letture a Venezia, diffuse dai microfoni di Radio Ca’ Foscari; alla Biblioteca nazionale centrale di Roma con i patrocinii del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia; al Festival dei luoghi e delle emozioni di Roncade (TV), alla Festa internazionale della Bologna dell’Università di Bologna. Il 22 settembre 2016, la lettura di brani tratti da "il Milione" di Marco Polo ha accompagnato il lancio dell'associazione Venice Across Chinese Cities, piattaforma di scambio tra Venezia e la Cina. 
Grazie anche al lancio via Twitter e Facebook delle sfide alla traduzione a distanza, sono già stati pubblicate online traduzioni originali di brani di Calvino, Collodi, Dante, Shakespeare in 45 lingue straniere e 57 lingue locali/dialetti, molte corredate da audio/video letture.


martedì 28 luglio 2015

#MarcoPolo: Martin Prechtel "The speech of the Gods was in the very bones of Mayans"

Martin Prechtel, master of eloquence and innovative language. Among his writings: Secrets of the Talking Jaguar, an autobiographical account of his initiation as a MayanShaman



Via ShamanTube 27 July 2013
When I was a child, I spoke a Pueblo language called Keres, which doesn’t have the verb to be. It was basically a language of adjectives. One of the secrets of my ability to survive and thrive in Santiago Atitlán was that the Tzutujil language, too, has no verb to be. Tzutujil is a language of carrying and belonging, not a language of being. Without to be, there’s no sense that something is absolutely this or that. If two people argue, they’re said to be “split,” like firewood, but both sides are still of the same substance. Some of the rights and wrongs that nations have fought and died to defend or obtain are not even relevant concepts to traditional Tzutujil. This isn’t because the Tzutujil are somehow too “primitive” to understand right and wrong, but because their lives aren’t based on absolute states or permanence. Mayans believe nothing will last on its own. That’s why their lives are oriented toward maintenance rather than creation.

“Belonging to” is as close to “being” as the Tzutujil language gets. One cannot say, “She is a mother,” for instance. In Tzutujil, you can only call someone a mother by saying whose mother she is, whom she belongs to. Likewise, one cannot say, “He is a shaman.” One says instead, “The way of tracking belongs to him.”
In order for modern Western culture to really take hold in Santiago Atitlán, the frustrated religious, business, and political leaders first had to undermine the language. Language is the glue that holds the layers of the Mayan universe together: the eloquence of the speech, the ancestral lifeline of the mythologies. The speech of the gods was in our very bones. But once the Westerners forced the verb to be upon our young, the whole archaic Mayan world disappeared into the jaws of the modern age.
In a culture with the verb to be, one is always concerned with identity. To determine who you are, you must also determine who you are not. In a culture based on belonging, however, you must bond with others. You are defined by where you stand and whom you stand with. The verb to be also reduces a language, taking away its adornment and beauty. But the language becomes more efficient. The verb to be is very efficient. It allows you to build things.
Rather than build things, Mayans cultivate a climate that allows for the possibility of their appearance, as for a fruit or a vine. They take care of things. In the past, when they built big monuments, it wasn’t, as in modern culture, to force the world to be a certain way, but rather to repay the world with a currency proportionate to the immense gifts the gods had given the people. Mayans don’t force the world to be what they want it to be: they make friends with it; they belong to life.


Martin Prechtel

  1. Santiago Atitlán - Guatemala