martedì 28 luglio 2015

#MarcoPolo: Martin Prechtel "The speech of the Gods was in the very bones of Mayans"

Martin Prechtel, master of eloquence and innovative language. Among his writings: Secrets of the Talking Jaguar, an autobiographical account of his initiation as a MayanShaman



Via ShamanTube 27 July 2013
When I was a child, I spoke a Pueblo language called Keres, which doesn’t have the verb to be. It was basically a language of adjectives. One of the secrets of my ability to survive and thrive in Santiago Atitlán was that the Tzutujil language, too, has no verb to be. Tzutujil is a language of carrying and belonging, not a language of being. Without to be, there’s no sense that something is absolutely this or that. If two people argue, they’re said to be “split,” like firewood, but both sides are still of the same substance. Some of the rights and wrongs that nations have fought and died to defend or obtain are not even relevant concepts to traditional Tzutujil. This isn’t because the Tzutujil are somehow too “primitive” to understand right and wrong, but because their lives aren’t based on absolute states or permanence. Mayans believe nothing will last on its own. That’s why their lives are oriented toward maintenance rather than creation.

“Belonging to” is as close to “being” as the Tzutujil language gets. One cannot say, “She is a mother,” for instance. In Tzutujil, you can only call someone a mother by saying whose mother she is, whom she belongs to. Likewise, one cannot say, “He is a shaman.” One says instead, “The way of tracking belongs to him.”
In order for modern Western culture to really take hold in Santiago Atitlán, the frustrated religious, business, and political leaders first had to undermine the language. Language is the glue that holds the layers of the Mayan universe together: the eloquence of the speech, the ancestral lifeline of the mythologies. The speech of the gods was in our very bones. But once the Westerners forced the verb to be upon our young, the whole archaic Mayan world disappeared into the jaws of the modern age.
In a culture with the verb to be, one is always concerned with identity. To determine who you are, you must also determine who you are not. In a culture based on belonging, however, you must bond with others. You are defined by where you stand and whom you stand with. The verb to be also reduces a language, taking away its adornment and beauty. But the language becomes more efficient. The verb to be is very efficient. It allows you to build things.
Rather than build things, Mayans cultivate a climate that allows for the possibility of their appearance, as for a fruit or a vine. They take care of things. In the past, when they built big monuments, it wasn’t, as in modern culture, to force the world to be a certain way, but rather to repay the world with a currency proportionate to the immense gifts the gods had given the people. Mayans don’t force the world to be what they want it to be: they make friends with it; they belong to life.


Martin Prechtel

  1. Santiago Atitlán - Guatemala

lunedì 1 giugno 2015

#MarcoPolo_Dante750: Ulisse ed Hervé Barmasse, il navigatore e l’alpinista





Considerate la vostra semenza: 
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza
Dante Alighieri, Comedìa, Inferno XXVI 118-120

Pénsé a veutra sèmèn:
Vo si po itó fé pè vivre comèn dè béque,
ma pè tsertsé la vertù è pè cognétre
Francoprovenzale della Valtournenche (Valle d'Aosta)
versione di Ivonne Barmasse

Che luce c’è negli occhi pieni di passione di Hervé Barmasse, grandissimo alpinista classico. Quella luce ha bucato gli schermi di Rai Tre ieri, in occasione dell’intervista di Fabio Fazio a Che tempo che fa link

Cos'è l'alpinismo classico? E' quello di chi affronta la montagna, si confronta con la natura selvaggia, la ama e la rispetta. Di chi cerca nuove vie, esponendosi ad altissimi rischi. Hervé preferisce l'alpinismo classico in solitaria. Ha scalato alcune delle vette più alte del mondo, ma quella che resta più di tutte "la sua" è la montagna per eccellenza: il Cervino.

Hervé è colui che ha fatto dire a Reinhold Messner "con gioia - come ha lui stesso confessato - che l'alpinismo non è morto. L'ho detto avendo accanto a me una dimostrazione: Hervé Barmasse​, un giovane alpinista che ha ben capito il significato profondo di questa attività. Che non è solamente pratica sportiva. E' anche cultura, frutto di una lunga storia. Non basta scalare. Chi lo fa dovrebbe anche trasmettere nei modi che gli sono più congeniali il suo patrimonio di emozioni. Non con le cifre o l'albo dei record. Ma con libri, conferenze, film".

Hervé Barmasse, quarta generazione di guide alpine del Cervino, è anche regista.  A Che tempo che fa ha portato immagini stupende delle creste scalate in inverno: guardandole si capisce cos'è l'ascensione al Paradiso.

Il suo primo libro, La montagna dentro, è uscito in questi giorni edito da Laterza: non vedo l'ora di leggerlo.

Intanto mi godo la traduzione nel suo francoprovenzale, quello della Valtournenche (Valle d'Aosta), del canto XXVI dell'Inferno, laddove Dante incontra Ulisse: l’ha fatta per #MarcoPolo_Dante750, e ce l'ha mandata proprio stanotte, la zia di Hervé, Ivonne Barmasse.

Nulla viene a caso! L'Ulisse che ci racconta Dante, come Hervé Barmasse, si misurò con la natura, superò i limiti ...

Anche Ivonne, come suo nipote, è animata da grande determinazione e da pura passione. In merito alla traduzione di questo canto ci ha scritto:
Ecco la traduzione nel mio patois dell'episodio di Ulisse. Oh com'è difficile interpretare degnamente "Fatti non foste a viver come bruti..."! Dante è insostituibile. Non parliamo poi dei termini marinari come "poppa" e "prua", ecc., che noi popolo arroccato sulle montagne non conoscevamo......

Chiudo questo post con una citazione che forse ci spiega il segreto della luce che brilla negli occhi di Hervé:
Basta ignorare il futuro e perdersi nel presente. 
Hervé Barmasse, La montagna dentro


LINKS

Hervé Barmasse
Sito web link

La montagna dentro: Hervé Barmasse si racconta

Hervé Barmasse – Che tempo che fa del 31 maggio 2015

#MarcoPolo_Dante750 Canti Dante 750
A breve, Clelia Francalanza pubblicherà la traduzione dei vv. 112-142 del canto XXVI in francoprovenzale della Valtournenche che Ivonne Barnasse ha fatto per #MarcoPolo_Dante750 a questo link




20150603

Ivonne Barmasse mi ha scritto una storia di famiglia che spiega il mio istintivo accostare Ulisse e suo nipote Hervé: la pubblico, con il suo consenso.

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Grazie Maristella!



Mi fa molto piacere che ti siano arrivate good vibrations dalle parole e dalle esperienze di Hervé.


Desidero raccontarti una storia di famiglia.
Ulisse è l'ispiratore o meglio il modello, il prototipo di chi va per il mondo a esplorare, sale sulle montagne o attraversa terre sconosciute... Vedi, mio padre raccontava a mio fratello Marco e a me bambini le peripezie di Odisseo e questo ci ha nutrito la mente, ha fatto nascere il desiderio. Che era già il suo (e di mio nonno) perché partiva in spedizioni in Terra del Fuoco, sulle Ande Patagoniche, ecc. ... e al ritorno restavamo incantati ad ascoltare la narrazione di innumerevoli vicende, accompagnate da foto e dia viste e riviste, e da oggetti e dischi di quei paesi diventati un po' nostri, entrati nell'anima.

Purtroppo il gene dell'avventura è rimasto sempre solo latente in me, la vita mi ha condotto su rotte di piccolo cabotaggio.

Ma mio fratello ancor prima di suo figlio ha fatto grandi exploit, sfide vinte e anche perse, a volte. 

Suo figlio Hervé e anche mio figlio Daniel sono guide alpine...
E mio marito era capitano di lungo corso e ha navigato in tutti gli oceani e i mari del mondo ...

Navigante e alpinista: sintesi perfetta!
A proposito del monte Cervino, anch'io lo sento come l'ha descritto Hervé: un amico, un parente, uno che amo e che per fortuna è sempre lì a portata di sguardo. Anche se l'ho asceso una sola volta (con mio fratello!) ne conservo viva l'emozione e l'esaltazione per averlo scalato fino in vetta.
Ancora grazie per questa condivisione di sentimenti!
Ti abbraccio
Ivonne
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26 giugno 2015

Amazon mi ha chiesto una recensione de La montagna dentro.

Eccola:

Un libro che riaccende la voglia di montagna e non solo: Hervé/Ulisse ci conduce alla scoperta di ciò che ci spinge alla ricerca di nuove avventure, alla nostra sete di Infinito, che è fuori e dentro di noi

Link Amazon

lunedì 13 aprile 2015

Scrivo del "Libro dei sogni" di Fellini sul Magazine Treccani

A Sant'Ambrogio - Zoagli (Genova)
foto di Paola Tagliaferro

"And then went down to the ship,
Set keel to breakers, forth on the godly seas"
Ezra Pound, Canto I





Sono felice di aver esordito su PEM Piazza Enciclopedia Magazine di Treccani con un articolo sul uno dei più grandi maestri della storia del cinema:



Ai riminesi il "Libro dei sogni" e altri tesori di Fellini
di Maristella Tagliaferro





Con l'articolo viene pubblicata una selezione di immagini dei disegni di Fellini, che mi sono divertita a scegliere:



Galleria immagini


Un scheda su di me:

I nostri autori
Maristella Tagliaferro


Un tweet di @Treccani dedicato al mio articolo
https://twitter.com/treccani/status/587533459423367169

domenica 22 marzo 2015

@MarcoPolo_Dante750 #MarcoPolo_Dante750: altri versi entro il 30 aprile



Dante è amatissimo, le sue parole si fanno strada anche nel nostro 21° secolo. Penso che sia perché tutti abbiamo un gran bisogno di felicità, e lui ha scritto la 'Commedia' proprio per “togliere i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli allo stato della felicità”.

Ecco le sue parole latine originali: "removere viventes in hac vita de statu miserie et perducere ad statum felicitatis" (39) Epistola XIII a Cangrande della Scala.


Una grande felicità a tradurre la prima terzina devono averla provata le autrici e l'autore delle sei traduzioni già pervenute per #MarcoPolo_Dante750:

Lorenza Morello @MorelloAPM - saluzzese (Saluzzo, Cuneo);

Roberta Giandelli @RGiandelli - milanese;

Rosanna la Salandra @rlasalandra - sanseverese (San Severo, Foggia);

Paolo Ignazio Marongiu @torillo59 - campidanese (Cagliari);

Ileana Irpo @iirpo - tedesco (Merano, Bolzano);
Bianca Clemente @biancacle - napoletano.


Alle sei traduzioni originali si aggiunge la traduzione in logudorese fatta da don Pietro Casu all'inizio del '900 - ce l'ha twittata @Isolachevorrei.


Moltissimi sono stati i tweets dedicati, i RTs e le * tanto che il mio post 


in meno di 24 ore, nella prima domenica di Primavera, è stato letto da oltre 250 persone.

Sicuramente anche grazie al fatto di essere stato inserito nei Paperly di

@Alcavi: The A. Cafasso Vitale Daily link

e @mauriziomauri89: #RassegnaPd link

E per un prezioso RT di Massimo Bray @massimobray link.

Vorrei dire un grande GRAZIE a tutti, soprattutto a chi a tradotto e a chi tradurrà: per la prima terzina c'è ancora tempo fino al 15 aprile.

Ecco i versi:


Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita.

Inferno I, 1-3


#MarcoPolo_Dante750 - come scrivevo ieri - è una sfida multipla: il nuovo invito è perciò a tradurre entro il 30 aprile anche altre terzine dal primo canto dell'Inferno, scegliendole tra i versi 4 e 30. Come sempre, non c'è alcun obbligo riguardo metrica e rime, si traduce liberamente, senza alcun intento poetico, nel pieno rispetto del testo-fonte.


Ecco quindi i versi da cui scegliere le nuove terzine da tradurre:


Ahi quanto a dir qual era è cosa dura

esta selva selvaggia e aspra e forte

che nel pensier rinova la paura! 6

Tant’è amara che poco è più morte;

ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,

dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 9

Io non so ben ridir com’i’ v’intrai,

tant’era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai. 12
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto, 15
guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle. 18
Allor fu la paura un poco queta
che nel lago del cor m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 21
E come quei che con lena affannata
uscito fuor del pelago a la riva
si volge a l’acqua perigliosa e guata, 24
così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva. 27
Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che ’l piè fermo sempre era ’l più basso. 30
Inferno I, 4-30


Tutte le traduzioni vanno inviate ad entrambi questi indirizzi email:

Progetto @MarcoPolo

di Maristella Tagliaferro


AdottailTradotto di Clelia Francalanza 



Per seguire via Twitter:

account @MarcoPolo_citta

hastag #MarcoPolo_Dante750


Per seguire la discussione in Facebook:

pagina evento

Canti Dante 750 link 

dove trovate già le prime traduzioni pervenute;

gruppo Adotta_Tradotto link.


Tutte le traduzioni saranno pubblicate nel sito AdottailTradotto di Clelia Francalanza a questo link.


Il RT di @massimobray link

Vedendo le immagini accostate, sorprende un certa somiglianza... link
... tra Dante a Verona e @massimobray link



sabato 21 marzo 2015

@MarcoPolo_Dante750 #MarcoPolo_Dante750

Verona, piazza dei Signori o piazza Dante
"Dantes Alagherii, Florentinus natione non moribus" si firmò nell'Epistola XIII
con cui dedicava il Paradiso a Cangrande della Scala signore di Verona


Perché oggi è la
Giornata Mondiale della Poesia
indetta dall'Unesco
e lui è 
il Sommo Poeta


Perché quest'anno ricorre il suo
750° compleanno


Perché noi tutte/i siamo ci siamo ritrovate/i un giorno

"per una selva oscura,

che la diritta via era smarrita"

e da quel peregrinare

abbiamo imparato molto più

che se ci fossimo limitate/i

a passeggiare tra prati fioriti



AdottailTradotto

di Clelia Francalanza

@MarcoPolo

di Maristella Tagliaferro

lanciano oggi la sfida alla traduzione in lingue straniere, locali e dialetti

@MarcoPolo_Dante750
#MarcoPolo_Dante750

È una sfida che si protrarrà per tutta la Primavera, sarà multipla e riguarderà la traduzione di porzioni importanti di alcuni Canti di Inferno, Purgatorio e Paradiso. 
Bando però ai timori: non c'è alcun obbligo riguardo metrica e rime, si traduce liberamente, senza alcun intento poetico, nel pieno rispetto del testo-fonte.

Per ora mi limito ad annunciare che si parte - manco a dirlo - dalla celeberrima terzina che apre la "Commedia":

 Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.

Dante - Commedia, Inferno I, 1-3

Le traduzioni di questa terzina vanno inviate entro il 15 aprile agli indirizzi email:
marcopolo.citta@gmail.com
adotta.tradotto@gmail.com


Per seguire via Twitter:
account @MarcoPolo_citta
hastag #MarcoPolo_Dante750 


Per seguire la discussione in Facebook:
pagina evento Canti Dante 750 link
gruppo Adotta_Tradotto link


Tutte le traduzioni saranno pubblicate nel sito AdottailTradotto di Clelia Francalanza a questo link











mercoledì 18 marzo 2015

Massimo Bray, il gesto di un grande Uomo


Massimo Bray
- allora ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo -
all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia il 2 settembre 2013

È con grande emozione che mi complimento con Massimo Bray per le sue dimissioni dal parlamento: il suo è il gesto di un grande Uomo.
Sono davvero contenta per lui: la vita va vissuta in pieno, facendo ciò che ci rende più felici.

"In aereo ho iniziato a scrivere il testo che accompagnerà le mie dimissioni da parlamentare" ci aveva detto lo scorso 16 febbraio arrivando all'Associazione culturale Armonia, senza nascondere il sollievo per una decisione di cui avevo la certezza dal momento in cui mi aveva chiesto di togliere 'onorevole' davanti al suo nome nella locandina di invito.

Copio qui un testo che scrissi in quei giorni: non c'è traccia dell'annuncio delle dimissioni perché Massimo mi aveva chiesto di non divulgare la notizia al di fuori dell'Associazione guidata da Mario Attombri che lui aveva fortemente voluto incontrare. Un impegno mantenuto nonostante pesanti ostacoli intervenuti nei giorni precedenti

Massimo Bray e Mario Attombri
che guida l'Associazione culturale Armonia di Noale (Venezia)
16 febbraio 2015

Armonia: "Incontro con Massimo Bray"

Noale (Venezia) 18 febbraio 2015 - "Stiamo pensando a come costruire una piattaforma informatica che colleghi le migliaia di persone e di associazioni che si occupano di cultura. Sarà una sorta di enciclopedia digitale aperta a contributi molteplici e interculturali, dove i saperi vari e le diverse interpretazioni dei fatti possano incontrarsi e confrontarsi. È un'iniziativa #laculturachevince". Come sempre Massimo Bray parte dal rimettere la cultura al centro e dal creare una comunità culturale utilizzando come strumento la rete.
Protagonista di un partecipatissimo 'Incontro con ...' organizzato dall'Associazione culturale Armonia di Noale con il coordinamento della giornalista Maristella Tagliaferro, l'ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è entrato talmente in sintonia con la platea da anticipare alcune delle domande. "È la prima volta che faccio outing" ha detto, illustrando il suo percorso politico e intellettuale a partire dagli insegnamenti materni. "Mia madre, che veniva da Smirne, mi ha lasciato il gusto dei sapori, dei profumi, dei colori delle civiltà d'Oriente" ha raccontato parlando del suo interesse per la cultura iraniana. Bray è stato il primo ministro occidentale a visitare in veste ufficiale non solo Teheran ma gran parte del territorio dell'antico impero persiano, dopo un lungo periodo di isolamento.
Nel corso dell’incontro - a cui hanno partecipato Mario e Grazia Attombri, fondatori dell'Associazione culturale Armonia, la sindaca di Noale Patrizia Andreotti e la vicesindaca Lidia Mazzetto - sollecitato da domande Bray si è detto d'accordo sulla necessità di una revisione critica dei testi scolastici, in particolare quelli di storia, revisione che tenga conto di nuovi orizzonti interpretativi che emergono dalle recenti scoperte archeologiche e dall’applicazione nella ricerca dei nuovi metodi scientifici.
"Incontro con Massimo Bray" si è tenuto alla vigilia dell'avvio delle celebrazioni per i 90 anni dell'Enciclopedia Treccani, di cui è direttore editoriale e di cui ha voluto l'apertura al mondo digitale.
Più amare le parole riservate alla politica istituzionale: Bray è parlamentare Pd. "Ormai lo iato tra politica e cittadini è enorme - ha detto più volte - e questo provoca non poco malessere in chi per sensibilità e cultura vede la Politica nel senso più alto di servizio per il bene di una collettività".

LINKS

massimobray.it
Le mie dimissioni dalla Camera dei Deputati
link

ilfattoquotidiano.it
L’ex ministro dei Beni culturali Bray lascia il Parlamento per tornare alla Treccani
link

Corriere.it
Massimo Bray lascia il Parlamento per la Treccani: «Un lavoro alla volta»
link











Da sinistra: Mario Attombri, Massimo Bray, Maristella Tagliaferro, Grazia Attombri